Contatti
5 febbraio 2015

Home IT

TISSUE CONVERTING & PACKAGING MACHINES


Macchinari ed impianti completi per:

Qualche informazione tecnica sui macchinari


MACCHINE PER CARTA IGIENICA E ROTOLI ASCIUGATUTTO-CUCINA IN CARTA TISSUE

Per fabbricare carta igienica e rotoli di carta asciugatutto per cucina sono necessarie più macchine che lavorano tra loro coordinate. Questi macchinari sono:

  • tubiera: forma tubi di diametro e lunghezza richiesti a partire da striscie di cartoncino
  • svolgitore: svolge le bobine di carta alla velocità imposta dalla ribobinatrice – gruppo stampa: la carta igienica e gli asciugatutto cucina sono spesso decorati con stampe ad uno o più colori
  • goffratore o micro-goffratore (singolo o doppio) o punta/punta o DESL/DERL/NESTED/ecc. : i primi due per carta igienica, il terzo per asciugatutto cucina (tra i veli di carta si interpone una minima quantità di colla) gli altri sia per carta igienica che per asciugatutto cucina. Ulteriori varianti per la goffratura della carta igienica sono il gruppo mollette (o godroni) larghi con disegno decorativo o il gruppo “deco-embossing” o “art-embossing”.
  • ribobinatrice: per aumentare la produttività, questo macchinario è normalmente di tipo completamente automatico non-stop (senza fermate o rallentamenti per lo scambio tubo-bastone ribobinato né intervento manuale dell’operaio) ad alte velocità (500 m/min e oltre). Nei mercati ove non è richiesta una produttività spinta all’estremo è ancora possibile incontrare ribobinatrici semiautomatiche start-stop, che arrivano a produrre al massimo 1/3 della carta igienica fabbricata con la più lenta ribobinatrice automatica in circolazione.
  • incollatore del lembo finale e del primo velo al tubo
  • gruppo mollette (o godroni): serie di rotelle di acciaio che, incidendo la carta longitudinalmente per fasce di pochi millimetri, contribuiscono a tenere uniti i veli di carta igienica
  • accumulatore bastoni: un magazzino automatizzato ove si raccolgono i bastoni in uscita dalla ribobinatrice
  • troncatrice: i bastoni ribobinati (normalmente lunghi 270 cm circa) vengono ridotti alle normali dimensioni dei rotoli di carta igienica (o asciugatutto cucina) tramite un macchinario con due, tre o quattro canali di introduzione (dove i bastoni vengono depositati dallo scarico del macchinario accumulatore) ove un disco metallico (costantemente tenuto affilato) taglia i rotoli alla misura voluta e, con un dispositivo “scartarifili” , elimina la testa e la coda di ciascun bastone (un paio di centimetri) ove la carta non è quasi mai pareggiata a dovere.
In questi ultimi anni l’elettronica applicata alle macchine per carta igienica ed asciugatutto cucina ha permesso di automatizzare molte funzioni che prima comportavano lunghi fermi macchina, tra tutti la variazione della lunghezza degli strappi (quello dell’asciugatutto cucina è logicamente ben più lungo di quello della carta igienica) e variazione della lunghezza di taglio (il rotolo di asciugatutto cucina è alto più del doppio di un rotolo di carta igienica).

I rotoli così ottenuti vengono poi confezionati per mezzo di:

  • impacchettatrici: normalmente srotolano del film plastico (polietilene o bicomponente) da una bobina e lo avvolgono attorno ai rotoli da impacchettare, opportunamente posizionati.

    Le macchine impacchettatrici più recenti, sfruttando pesantemente la componentistica elettronica, sono macchine molto veloci e versatili, in grado di confezionare da 2 a 48 rotoli di carta igienica e da 1 a 16 rotoli di asciugatutto cucina in uno o due strati, ma sono macchinari costosi. Per questa ragione molte aziende di trasformazione della carta tissue in rotoli preferiscono investire ancora in macchine impacchettatrici differenti, ciascuna per differenti pacchetti: una confezionatrice veloce per 4-6 rotoli di carta igienica (o 2 asciugatutto cucina), una per i pacchi da 8-10 rotoli di carta igienica cosiddetti “a sogliola” (due file da 4 o 5 rotoli) ed una impacchettatrice per il pacco-bauletto, a seconda del modello capace di impacchettare 12-18-24-36-40 e più rotoli di carta igienica (o fino a 16 asciugatutto cucina).
  • sempre più spesso é presente una macchina “manigliatrice” che completa il pacchetto con l’applicazione di maniglia.
  • insaccatrice: queste macchine raggrupano più pacchetti di carta igienica o asciugatutto cucina e formano sacchi di plastica a partire da una bobina di film plastico.
Una linea importante per carta igienica e/o asciugatutto cucina dovrà essere dotata anche di robot pallettizzatore e fascia-pallet.

MACCHINARI PER TOVAGLIOLI DI CARTA E FAZZOLETTI

I macchinari per tovaglioli di carta sono concettualmente simili a quelli per fazzoletti di carta: una macchina piegatrice che srotola la carta da una bobina, la stampa con procedimento flexografico, la goffra (per tenere uniti i veli e/o dare più volume al prodotto) la piega e la taglia come voluto.

Le differenze stanno nel procedimento di taglio e piega, che nelle macchine per i tovaglioli di carta è normalmente realizzato con un sistema strettamente meccanico: due cilindri affiancati girano (a velocità – finora – fino a circa 600-700 m/min) nei quali la carta viene piegata per mezzo di pinze che – aprendosi e chiudendosi – determinano la piegatura della carta stessa, poi una lama taglia il nastro di carta che si è ottenuto.

Le macchine per fazzoletti di carta sfruttano invece normalmente un sistema per aspirazione della carta per mezzo di pompe a vuoto parziale.

Tra la piegatrice per tovaglioli e la macchina confezionatrice si trova spesso un robot trasferitore che automaticamente rileva e trasferisce i mazzi di tovaglioli dalla piegatrice al nastro di alimentazione dell’impacchettatrice.

Questo trasferimento automatico è invece sempre presente nelle linee di macchine per la produzione di fazzoletti di carta tissue.

L’impacchettamento dei tovaglioli e dei fazzoletti viene realizzato con film plastico per mezzo di opportune confezionatrici, per tovaglioli di carta completate da una incartonatrice ed eventuale pallettizzatore, mentre per i fazzoletti di carta la prima macchina impacchettatrice è quella che realizza il pacchetto da tasca con l’apertura “apri e chiudi” (ed applicazione di etichetta adesiva) mentre la seconda impacchettatrice raggruppa più pacchetti e li confeziona insieme.

Anche tra le macchine per fazzoletti di carta sono frequentemente presenti incartonatrici e pallettizzatori.

Recentemente si è inserito, nelle macchine per tovaglioli di carta, un gruppo goffratore-incollatore che inserice un sottile velo di colla tra i veli di carta.

Se la colla è addizionata con dell’inchiostro, il prodotto avrà una tonalità (o piccole aree a seconda dell’incisione dei cilindri goffratori) di quel colore.

DIFFERENTI TIPI DI FINITURA DELLA CARTA IGIENICA

Fino a non molti anni or sono, un rotolo di carta igienica si presentava formato da tissue a due veli lisci.

Già la presenza di una semplice goffratura o godronatura veniva ritenuta interessante solo per alcuni mercati evoluti.

In effetti, il tissue un tempo prodotto presentava un grado di morbidezza elevato (scelta questa in parte voluta ed in parte imposta dal livello tecnologico allora raggiunto) tale per cui non servivano accorgimenti ulteriori per ottenere rotoli voluminosi ed un materiale gradevole all’uso.

Per donare maggior volume al rotolo, una semplice goffratura “a pallini” o a “chicchi di riso” (tuttora accettate da certi mercati) fu, se vogliamo, la prima innovazione nel campo.

La necessità di aumentare nettamente la produzione totale così come la produttività di ogni singola macchina continua da cartiera, spinse le cartiere stesse a fabbricare carte tissue via-via meno elastiche e meno morbide. Il mondo del converting si trovò quindi con l’esigenza di fornire un prodotto sufficientemente morbido e gradevole all’uso. La soluzione venne trovata nella cosiddetta “microgoffratura”: si usano cilindri goffratori incisi con molte più punte (parecchi piccoli punti di goffratura per centimetro quadrato) rispetto a quelle di un goffratore tradizionale. Ciò rende il tissue discretamente più morbido che non da liscio senza peraltro (unica nota negativa) dotare il rotolo finito di un volume particolarmente maggiore del suo equivalente in carta liscia.

Rimarchevoli sono i passi fatti dalla tecnologia delle ribobinatrici per gestire il processo di doppia microgoffratura, che si ritrova ora nelle ultime evoluzioni (Art-Embossing e così via): ciascun velo viene separato dall’altro dopo la sbobinatura (quando non si usino direttamente due svolgitori, ciascuno per una bobina di tissue monovelo) e goffrato separatamente di modo che le punte di ciascuno siano rivolte verso il centro, lasciando quindi i lati più morbidi su entrambi le facce esterne del prodotto.

Nel tempo si sono fatti vari tentativi per trovare il miglior compromesso tra morbidezza e volume del rotolo con soluzioni cosiddette “medio-micro” (minore densità di punti per cm2) variamente operate (es: incisioni a piccoli rombi) .

In questi ultimi anni, l’applicazione e lo sviluppo delle tecnologie di laminazione finora usate nella fabbricazione dell’asciugatutto per cucina ha permesso la realizzazione di carte igieniche a due, tre e più veli goffrati con le decorazioni più varie e tra loro incollati in maniera sincronizzata o non sincronizzata secondo le tecnologie Nested, DESL, DERL , solo per citarne alcune. I vantaggi produttivi sono vari:

  • non essendo più necessaria per tenere uniti i veli, la godronatura viene abolita
  • la colla viene distribuita solo dove voluto generando un risparmio economico e benefici per l’ambiente
  • se la colla stessa viene adeguatamente addizionata di inchiostro, il risultato estetico del prodotto risulta essere ancora migliore
  • si possono usare tissues di grammature più leggere (la colla concorre a rendere adeguato il grado di resistenza del prodotto) ottenendo un materiale comunque gradevole all’uso
  • il volume del rotolo é notevole (questo grazie anche ai grandi passi in avanti fatti nella ribobinatura).

DIFFERENTI TIPI DI GRUPPI STAMPA FLEXOGRAFICA NELLE MACCHINE PER TOVAGLIOLI

Gruppi per stampa flexografica di tipo standard? a camicia? A racla in camera chiusa? A tamburo centrale? Quali accorgimenti per ottimizzare la produzione?

Per chi produce tovaglioli personalizzati, la necessità di una buona qualità della stampa (nitidezza, costanza delle tonalità, tenuta del registro) va di pari passo con la ricerca della massima flessibilità possibile: spesso si realizzano tirature così basse che si impiega più tempo per allestire la macchina che non per fabbricare la quantita di prodotto richiesta dal cliente.

Per quanto riguarda la qualità generale della stampa ed in particolare la tenuta del registro, il sistema “a tamburo centrale” (i singoli cilindri porta-cliché lavorano tutti a contatto di un unico cilindro centrale attorno al quale scorre la carta da stampare) é indubbiamente, quello che dà i migliori risultati, specialmente se coordinato con un controllo stroboscopico del processo.

Il problema della versatilità é stato finora risolto con vari accorgimenti:

  • adozione di gruppi stampa con cliché “a camicia” : i clichés sono tubi di polimero che vanno infilati su appositi cilindri cavi (che spesso si aprono ad anta dalla struttura del gruppo-stampa) e poi fissati togliendo l’aria dall’interno del porta-cliché stesso. Ciò permette un risparmio di tempo per la collocazione dei clichés medesimi.
  • adozione di gruppi stampa con almeno 3-4 stazioni-colore: in una viene lasciato sempre (ad esempio) inchiostro blu, in un’altra il rosso, in un’altra il verde e così via. In questo modo si risparmia il tempo necessario per ripulire i calamai da residui di colore inutilizzato dopo ogni fine-tiratura.

GESTIONE DEL CAMBIO-FORMATO NELLE MACCHINE DA TOVAGLIOLI

Quando si cambiano le parti che determinano un formato di tovagliolo, i conteggi dei tempi morti sono presto fatti: non meno di 2-3 ore per cambiare testa di piega, gruppo goffratore, cilindri di stampa e per fare le indispensabili regolazioni fini (con conseguente spreco di materiale). In questa sede non approfondiremo il tema del cambio-formato nelle impacchettatrici, ci basti ricordare che esiste.

Senza dubbio, la configurazione ideale di un’azienda che fabbrica tovaglioli di carta é avere una macchina a formato fisso “dedicata” per ciascun differente prodotto della gamma.

Ciò significa poter azzerare questi tempi improduttivi.

Non tutte le aziende hanno però tale disponibilità di mezzi… che fare quindi ?

A parte ovvii consigli quali: programmare i cambi-formato se possibile solo una volta ogni fine-settimana, altre soluzioni sono:

  • dotare la piegatrice per tovaglioli di ulteriori stazioni di goffratura: in questo modoil tempo necessario per passare da un formato di tovagliolo ad un altro (o da prodotti monovelo a doppiovelo) si riduce al tempo per passare la carta tissue attraverso uno o un altro goffratore
  • dotare la macchina di più gruppi-stampa ove lasciare in uno sempre l’inchiostro blu, in un altro quello rosso, in un altro quello verde e così via: in questo modo si risparmia il tempo necessario per ripulire i calamai da residui di colore inutilizzato dopo ogni fine-tiratura.

VENDIAMO PRECISIONE E QUALITÁ