DIFFERENTI TIPI DI FINITURA DELLA CARTA IGIENICA
Fino a non molti anni or
sono, un rotolo di carta igienica si presentava formato da tissue a due veli
lisci.
Già la presenza di una
semplice goffratura o godronatura veniva ritenuta interessante solo per alcuni
mercati evoluti.
In effetti, il tissue un
tempo prodotto presentava un grado di morbidezza elevato (scelta questa in parte
voluta ed in parte imposta dal livello tecnologico allora raggiunto) tale per
cui non servivano accorgimenti ulteriori per ottenere rotoli voluminosi ed un
materiale gradevole all'uso.
Per donare maggior volume al
rotolo, una semplice goffratura "a pallini" o a "chicchi di
riso" (tuttora accettate ad esempio dal mercato tedesco) fu, se vogliamo,
la prima innovazione nel campo.
La necessità di aumentare
nettamente la produzione totale così come la produttività di ogni singola
macchina continua, spinse le cartiere a fabbricare carte tissue via-via meno
elastiche e meno morbide. Il mondo del converting si trovò quindi con
l'esigenza di fornire un prodotto sufficientemente morbido e gradevole
all'uso. La soluzione venne trovata nella cosiddetta "microgoffratura":
si usano cilindri goffratori incisi con molte più punte (60-70 per centimetro
quadrato) rispetto a quelle di un goffratore tradizionale. Ciò rende il tissue
discretamente più morbido che non da liscio senza peraltro (unica nota
negativa) dotare il rotolo
finito di un volume particolarmente maggiore del suo equivalente in carta
liscia.
Rimarchevoli sono i passi
fatti dalla tecnologia delle ribobinatrici per gestire il processo di doppia
microgoffratura: ciascun velo viene separato dall'altro dopo la sbobinatura
(quando non si usino direttamente due svolgitori, ciascuno per una bobina di
tissue monovelo) e goffrato separatamente di modo che le punte di ciascuno siano
rivolte verso il centro, lasciando quindi i lati più morbidi su entrambi le
facce esterne del prodotto.
Nel tempo si sono fatti vari
tentativi per trovare il miglior compromesso tra morbidezza e volume del rotolo
con soluzioni cosiddette "medio-micro" (40-50 punti/cm2) variamente
operate (es: incisioni a piccoli rombi) .
In questi ultimi anni,
l'applicazione delle tecnologie di laminazione finora usate nella fabbricazione
dell'asciugatutto per cucina ha permesso la realizzazione di carte igieniche a
due, tre e più veli microgoffrati e tra loro incollati. I vantaggi produttivi
sono vari: si possono usare tissues di grammature più leggere (la colla concorre
a rendere adeguato il grado di resistenza del prodotto) ottenendo un materiale comunque morbido all'uso ; il volume del rotolo é notevole.
Il trend del momento é il
cosiddetto "goffra-incolla" : non essendo più necessaria per tenere
uniti i veli, la godronatura viene abolita (come già nel tipo micro-incollato).
Il cilindro goffratore, inoltre, non é più completamente ed uniformemente inciso con (micro)punte,
bensì con motivi floreali, geometrici o decorazioni di altro tipo. La colla
viene distribuita solo dove il cilindro goffratore imprime queste decorazioni,
se la colla stessa viene adeguatamente addizionata di inchiostro, il risultato
estetico del prodotto risulta essere ancora migliore.
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