GESTIONE DEL CAMBIO-FORMATO NELLE MACCHINA DA TOVAGLIOLI

 

Senza dubbio, la configurazione ideale di un'azienda che fabbrica tovaglioli di carta é avere una macchina a formato fisso "dedicata" per ciascun differente prodotto della gamma.

Ciò significa non dover mai eseguire quella delicata, complessa e lunga operazione che é la sostituzione del gruppo-piega e del gruppo goffratore (quando non anche dei cilindri porta-cliché) .

Non tutte le aziende hanno però tale disponibilità di mezzi... che fare quindi ?

La strada seguita da quasi tutti i fabbricanti consiste nel proporre al mercato macchine sempre più veloci (si parla oggi di 7-800 metri/minuto) tacendo però il fatto che, oltre certe velocità, l'usura meccanica delle parti é tale per cui i fermo-macchina per manutenzioni (ed i loro costi)  dovendo essere frequenti, abbattono i vantaggi di quelle velocità. Ciò é valido per  macchine mono-prodotto, ma lo é ancora di più per macchine soggette a frequenti cambi-formato.

Quando si cambiano le parti che determinano un formato di tovagliolo, i conteggi dei tempi morti sono presto fatti: non meno di 2-3 ore per cambiare testa di piega, gruppo goffratore, cilindri di stampa e per fare le indispensabili regolazioni fini (con conseguente spreco di materiale). In questa sede non approfondiremo il tema del cambio-formato nelle impacchettatrici , ci basti ricordare che esiste.

A parte chi produce macchine con gruppo piega "in aspirazione", l'unica azienda che - restando nel campo dei gruppi piega meccanici - ha seguito una strada diversa (e più intelligente) é la spagnola WALI che, pur producendo macchine piegatrici che lavorano a 600 m/minuto, le ha dotate di un sistema di cambio del gruppo piega e del gruppo goffratore in soli 7-8 minuti, ricominciando poi subito a produrre senza scarti.

 

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